"Loro non sono spaventati da te, ma da cio' che tu rappresenti..."

Ieri sera ho rivisto a disatanza di anni "Easy Rider", il film capolavoro di Dennis Hopper, non so' se e' che oggi a differenza di quando lo vidi la prima volta sono cresciuto, maturato o se semplicemente mi e' ricapitato fra le mani nel momento giusto, proprio quando avevo bisogno di lui, come un fedele che aspetta un segno e proprio nel momento di piu' bisogno esso appare a illuminargli la via.Sta di fatto che questa opera grandiosa e' giunta a me come giunse nel 1969 al mondo, nel momento perfetto; il messaggio giusto nel momento giusto.
Chissa' se Peter Fonda e Dennis Hopper lo sapevano al tempo, forse l'uso di droghe durante le riprese del film li aveva anchessi illuminati sull'importanza della loro pellicola, sta di fatto che "Easy Rider" piombo sull'america con tutto il peso che puo' avere la verita', e con tutta la sua violenza.
Una frase mi ha colpito il cervello e si e' arpionata su di esso, "un conto e' parlare di liberta', un altro e' esserlo davvero", il discorso verte sul perche' i due motociclisti nel film sono odiati e trattati come animali pericolosi dalla maggior parte delle persone che incontrano sul loro percorso, loro rappresentano la vera liberta', e non sta nel fatto di girare per l'America a cavallo dei loro bolidi areografati, ma nell'essere se stessi, nel bene e nel male, "di a un uomo che non e' libero e lui si dara' da fare il piu' possibile uccidendo e squartando per dimostrarti il contrario.".
Anche oggi, come molti di voi sanno le cose non sono cambiate molto, avere i capelli lunghi, piercing o indossare una maglia di un gruppo metal ti mette subito, negli occhi di chi ti guarda e ti giudica, nella zona del cervello destinata ai reietti, tra i timori e le paure ancenstrali dei nuovi "bifolchi", ti guardano con disprezzo, sei un offesa per il loro sguardo, e per cio' che hanno costruito con fatica e chiamano "societa'".Le loro paure derivano dal fatto che non hanno mai avuto la spina dorsale di essere cio' che sentono nel cuore e nella mente, di apparire come si e' e non come si dovrebbe essere, e il loro tentativo fallito o evitato dell'ottenere la liberta' individuale, si trasforma prima in paura poi in rabbia che sfocia inevitabilmente in azioni violente.
Io nel bene o nel male mi reputo una persona libera, libera di pensiero e nell'essenza, la frase "cio' che vedi è cio' che avrai" mi ha sempre rapprsentato, in questi ultimi periodi mi sono smarrito nel deserto di questa "cultura" moderna, sballato da errati input che cercano di attaccarti sotto tutti i punti di vista, ma alla fine penso anche che la cosa migliore da dire sia anche la piu' semplice " CHE SI FOTTANO!", che si fottano loro e i loro dogmi, voi non mi rappresentate e io non vi rappresentero' mai, e se devo finire con una fucilata mentre cavalco i miei sogni e i miei credi allora che cosi' sia, perche' cio' che sono stato io alla presenza delle stelle sara' mille volte meglio di tutto cio' che sarete voi negli anni a venire...

"Loro non sono spaventati da te, ma da cio' che tu rappresenti."
FOREVER STRONGER THAN ALL!!!
RED







2 Comments:
...aspettavo una cosa simile...
La libertà... dicendo la mia liberamente è forse la peggiore delle condizioni umane, la più grassa chimera che mai abbia paralizzato l'umanità, da sempre l'uomo si sbatte cercandola e ogni ricerca di essa risulta sempre diversa ed in contrasto con le altre, l'uomo potrà essere libero, soltanto quando sarà l'ultimo ed il solo ed anche in questo caso, sarebbe schiavo della sua solitudine.
Troppo spesso si confonde la libertà di decidere con la volontà di porsi in libera schiavitù di ideali, di persone o di cose.
Forse più che libertà, molti anelano la pace, o meglio, la pacifica convivenza; dove l'uomo non pretende di giudicare il fratello e non cerca rivalità, nemmeno nella misura della "libertà". La libertà di poter fare ciò che si vuole, di essere se stessi, si pone in contrasto con il giogo della "reciproca convivenza" che ovviamente ogni uomo applica con pesi e misure liberamente diversi. Tornando alla "Libertà", secondo me è la facoltà di comprendere l'animo del prossimo, capirne le motivazioni e senza giudizio mettere il prossimo in relazione con se stessi e con le proprie azioni, in modo da capirne le differenze abbattendo così ogni diversità dell'anima. Solo ponendo la propria anima allo stesso livello delle altre si ottiene la libertà incondizionata che risiede nella conoscenza, di se stessi e di ciò che ci muove a giudizio.
Finche l'anima dell'uomo è schiava del corpo che lo ospita, restandone vincolata agli istinti, l'uomo non potrai mai dirsi libero. Ma solo Libero di decidere arbitrariamente come comportarsi, asservendosi sempre alle leggi della materia.
Very pretty site! Keep working. thnx!
»
Post a Comment
<< Home